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lunedì 13 aprile 2026

Monte Baldo: tre giorni tra amicizia, fede e memoria

 

Se fossimo rimasti tutti attaccati alla fede e non all'uomo, oggi, a Canneto, saremmo un popolo... questa, una frase che mi ha colpito, della testimonianza che Tiziano ci ha fatto parlando della sua vita e di ciò che lo ha cambiato facendo l'incontro con la compagnia dei Tipi Loschi di San Pier Giorgio Frassati. Abbiamo trascorso due giorni tra le montagne Mantovane sul lago di Garda con alcuni dei nostri ragazzi della compagnia, precisamente a Ferrara di monte Baldo, su invito di Cristian. Sono partito contento di passare due giorni con i nostri ragazzi e con gli amici che vedo meno durante l'anno in un rifugio di montagna. Il posto si è rivelato molto bello, un rifugio dell'associazione nazionale alpini che viene gestito dal mitico Piero, un socio onorario di 87 anni che cura tutto il posto e ci ha fatto sentire veramente a casa, adoperandosi silenziosamente e senza essere ne invadente de geloso del suo rifugio, nelle piccole necessità di cui avevamo bisogno, facendoci trovare il fuoco della stufa sempre acceso, lavando i piatti se necessario, cambiando i sacchetti dell'immondizia e molto altro. Abbiamo subito fatto amicizia e ci ha raccontato molto della sua vita. Sabato mattina siamo partiti per una bella escursione sul monte Baldo, diretti al rifugio Chierego a circa 2000 mt di quota, una non lunga escursione ma molto panoramica, con vista sul lago di Garda, in alcuni punti era presente anche la neve ma faceva un bel caldo. Ho visto i nostri ragazzi molto affiatati e contenti di condividere questi momenti insieme. Arrivati al rifugio, dopo un pranzetto con panino, abbiamo letto una bella lettera che scrisse Pier Giorgio Frassati al suo amico Marco Beltramo, questo per ricordarci soprattutto il motivo principale della bella gita, che si ricollega alla frase iniziale di Tiziano, quando parlava della conferenza sul dottor Beluffi, un medico pediatra di Brescia che ha dedicato tutta la sua vita all'apostolato tra i giovani, accompagnandoli sempre in  montagna e usando di questo strumento per custodirli e guidarli nella crescita e nelle loro fatiche quotidiane. Noi della compagnia, siamo dei soggetti tutti molto diversi, ognuno con le proprie "pazzie o fissazioni" come vogliamo chiamarle, lontani mille miglia dai modi di fare dei nostri cari nordici (come li chiamiamo noi goliardicamente) ma se ci fermassimo qui, non ci sarebbe stata mai la bella amicizia che ci lega da più di vent'anni e dove ognuno, coinvolgendosi in questi momenti comunitari è costretto a limare qualcosa di se stesso. Tiziano ci ricordava che alla conferenza, ha rivisto moltissimi amici che non si aspettava di vedere. Questo da una parte gli ha dato gioia, ma dall'altra un senso di tristezza nel pensare che ognuno da tempo ha scelto la propria strada seguendo le personali inclinazioni e difatto disperdendosi. Quando si andava in montagna con il dottor Beluffi, si era un popolo, io stesso, dice Tiziano, mi sono riavvicinato alla fede grazie a lui e glie ne sono molto grato, sono rimasto molto colpito da questa persona che mi ha fatto incontrare Federica, Marco e tutti quelli della prima ora della compagnia, dicendomi sempre che ogni cosa che ci capita non avviene a caso nella nostra vita. Una vicissitudine che spiega bene questo e che è stata determinante per modellare il mio carattere, fu quando feci domanda per il servizio civile volontario, scivendo nelle prefernze che avrei voluto andare a casa S. Gemma a San Benedetto del Tronto, per stare anche insieme ai ragazzi dei Tipi Loschi conosciuti ai campi estivi del dottore, e invece fui destinato in una casa di rioposo a Cupra Marittima. Quando lo dissi al dottore, lui mi disse :" vai quello è il tuo posto". Conobbi qui, la carità che muoveva i ragazzi che seguivano la compagnia che per sprono, da parte dei responsabili, mi venivano a prendere e mi portavano a casa in orario, pur di farmi stare qualche momento con loro. Fu proprio come diceva il dottore, dovevo passare per quella prova, per capire tutto ciò che ancora oggi, mi ha portato ad essere qui con voi in questi due giorni di vacanza.
Sono personalmente grato a Dio che mi ha dato la possibilità di partecipare a questa piccola vacanza, perchè anche se non troppo organizzata nei dettagli, si è rivelata ancora una volta un modo per rimettere in ordine le idee e ritinteggiare nuovamente la staccionata della mia vita, passare un po di tempo insieme agli amici fuori da questioni legate strettamente al lavoro e stringere ancora di più i nostri legami. Nel salutare il nostro nuovo amico alpino, ho notato un velo di commozione nei suoi occhi e lui stesso ce lo ha detto, scambiandoci un'arrivederci e non un addio.
Tanto può fare Dio in così poche ore passate insieme.
Di ritorno siamo passati al Santuario della Madonna della Corona, per partecipare alla santa messa, un posto meraviglioso che fa riflettere su tante questoni, in particolare sul perchè fosse costruito proprio sulla parete di una montagna a strapiombo sulla valle sottostante. Un posto frequestato anticamente solo da eremiti che vivevano nelle loro piccole grotte, ma voluto fortemente da Dio che fece apparire la statua dell'attuale Madonna presente sopra l'atare in quel punto inaccessibile all'uomo. Volontà dell'uomo fu riportare la statua in posti meno scomodi, per la venerazione, volontà di Dio invece fu di far ritrovare ogni volta la statua su quella parete strapiombante. Ho pensato che calarsi per quasi 70 metri con le attrezzature del 1500 deve essere stato molto laborioso, eroico, se non fosse stato per un motivo soprannaturale che ne diede anche la forza agli abitanti dell'epoca. Dio scelse il posto, e devo dire che l'uomo seppe onorare tale richiesta, tanta è la sua bellezza oggi.
Abbiamo chiuso questi tre giorni, con un bel gelato sul lago di Garda che ha sempre il suo grande fascino, ora questa bella gita deve diventare tradizione Losca da ripetere negli anni.

10-11-12 Aprile 2026

Ferrara di Monte Baldo
Rifugio Colonia U. Merlini
1.050 mt s.l.m. 















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