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martedì 6 gennaio 2009

TANTI AUGURI A RICCARDO CASSIN


Un secolo tra le sue montagne













Lecco, 2 gen. - Considerato il piu' grande alpinista italiano vivente, oggi Riccardo Cassin festeggia 100 anni di vita. La citta' che da sempre lo ospita, Lecco, gia' da diverse settimane si e' preparata all'appuntamento organizzando svariate iniziative che vanno da una mostra interamente dedicata alla sua vita, fino alla pubblicazione di un libro.
In tutta la sua carriera ha collezionato ben 2.500 ascensioni, cento delle quali mai osate da altri in precedenza. Dal Pizzo Badile del 1937 allo Sperone Walker della Grandes Jorasses nel 1938, passando dalla parete nord del Disgrazia nel 1957 senza trascurare monumentali cime come il Gasherbrum IV, che scalo' nelle vesti di capo-spedizione nel 1958, o il McKinley tre anni dopo. Una passione per la montagna che l'ha spinto all'eta' di 60 anni ad affrontare la non facile parete ovest del Jirishanca nel 1969. Sempre come capo-spedizione al Lhotse nel '75. Non ancora domo, nel 50esimo anniversario della sua prima salita decise una doppia ascensione al Pizzo Badile: aveva 78 anni.

L'AMICO KARL

“Se vuoi trovare la sorgente, devi proseguire in su, controcorrente…” il verso è tratto da una famosa poesia di karol Wojtyla dedicata alla montagna, grande metafora dell’esistenza, e intitolata “la sorgente”. Il 15 luglio scorso la neve rapisce Karl Unterkircher (uno dei migliori scalatori italiani) sulle pendici del Nanga Parbat mentre con gli amici cercava di aprire una nuova via d’ascesa. Dal suo diario emerge la passione per il suo lavoro, la montagna, ma anche la sua profonda fede. Siamo qui per una missione- ha scritto Karl-. Quella parete, non mi esce dalla testa. Ci vorranno dieci-dodici ore per salire il seracco, mi chiedo se saranno ore inutili, ore che ci impediranno la salita. Cerco di riaddormentarmi, ma la mia mente è confusa da tante domande. La probabilità che il seracco piombi giù in quelle ore, è minima…di certo non è una roulette russa. Però mai dire mai. Siamo nati e un giorno moriremo. In mezzo c’è la vita. Io la chiamo il mistero, di cui nessuno di noi ha la chiave. Siamo nelle mani di Dio e se ci chiama, dobbiamo andare. Sono cosciente che l’opinione pubblica non è del mio parere poiché, se non dovessimo più tornare, sarebbero in tanti a dire:”Che cosa sono andati a cercare là? Ma chi glielo ha fatto fare?”. Una sola cosa è certa: chi non vive la montagna non lo saprà mai. La montagna chiama. La montagna è lavoro per questa gente, ma non solo: è la natura, la sfida dell’esistenza che si presenta a chi vuole vivere e amare intensamente, giorno per giorno. È sfida con se stessi, per misurare e rafforzare le proprie capacità fisiche, mentale e spirituali. È rapporto con gli altri, scambio, solidarietà. La compagna di Karl ricorda così ad “Avvenire” la sua grande fede: Una fede che non riusciva sempre a manifestare, ma che sicuramente lo aiutava ad affrontare logni possibile sfida. Sapeva, che Qualcuno lo avrebbe protetto. E a Lui si abbandonava. Il parroco di Selva di Val Gardena, dove viveva karl, don Piero Clara, vuole evidenziare un fatto:Karl si dava alla montagna quanto si donava agli altri, aiutando chi si trovava nel bisogno qui in paese e alle popolazioni lontanissime, dell’Himalaya e delle Ande che veniva a conoscere durante le spedizioni. Una donazione su entrambi i versanti, senza limiti. I compagni di cordata(Simon kehrer e Walter Nones, superstiti) ricordano così quell’ ultimo giorno sul “Corriere della Sera”: Siamo ripartiti tranquilli, come se avessimo un navigatore in corpo. Invece avevamo solo il fanalino in testa e la luna piena che ci ha accompagnati nella notte. Abbiamo affrontato la spigolo slegati, ma li sotto ci sentivamo protetti perché scaricava sui due lati. Le regole le abbiamo decise prima di partire: fino a pendenze di 60 gradi si va slegati, distanti 50 metri. Ci siamo incantati di fronte all’alba , uno spettacolo incredibile: il rosso su un’infinità di bianco. Karl è davvero forte, non perde mai il buon umore, non sembra mai stanco. Ci dice:”ci fermiamo ad un autogrill a bere qualcosa?”. Siamo scoppiati in una sonora risata. L’unico rumore umano su quella montagna. Ci siamo studiati tutto il percorso con i binocoli e Karl ha una memoria di ferro, ricorda e soprattutto riconosce ogni pendenza, ogni crepaccio. Per lui osservare la parete è come leggere un libro. E noi ora stiamo imparando a farlo come lui. Gli ultimi 80 metri sono stati una faticaccia. Due tiri misti di ghiaccio e roccia, legati, perché i passaggi erano molto complicati. Ci abbiamo messo tre ore! Alla fine dello spigolo siamo finiti in neve fresca, poi un altro tiro per uscire da un seracco, poi ancora neve fresca. Che giornata infinita! Abbiamo scalato dalle 22 alle 16 del giorno dopo. Ci siamo macinati 2400 metri di dislivello. È questo il momento più difficile da ricordare e da scrivere ( inizia a parlare Simon ) “Vi piace? Non è bellissimo” ci ha detto Karl, con il suo solito sorriso contagioso. Ormai era ora di accamparci. Da lontano io e Karl abbiamo individuato un posto per la tenda. Gli ho detto di stare attento, che sembrava una crepacciata e lui:” vado a vedere”. Sono le ultime parole che gli ho sentito pronunciare. L’ho visto calpestare prudentemente la neve, passo dopo passo. Ero a tre metri. Ad un certo punto è sparito nella neve. Non l’ho sentito gridare, non ho sentito nulla. Ho pensato che fosse caduto i un crepaccio di 2-3 metri. Io non avevo messo in conto che potesse essere morto. Per me era come fosse immortale, e mi rendo conto che è una cosa stupida. L’ho chiamato, ho urlato, ma non rispondeva. Ho gridato a Walter che stava dieci metri indietro che karl era caduto in un buco, ma ho visto che pure lui stentava a capire.

“SONO STATO SEMPRE ATTRATTO DA QUELLA TORRE E NON AVREI MAI CREDUTO DI TROVARE UN’ARRAMPICATA COSI’ SPETTACOLARE”.Karl Unterkircher

Articolo tratto dalla rivista "Voce di Padre Pio"


Noi ragazzi della SAMI, comprendiamo perfettamente l'amore che karl avesse per la montagna e ci stringiamo al dolore della famiglia assicurando le nostre preghiere per loro.

mercoledì 24 dicembre 2008

BUON NATALE!!!

La SAMI augura a tutti i suoi soci, amici e simpatizzanti, un buon Natale e felice anno nuovo.

Vogliamo inoltre ringraziare, alla fine (quasi) di questo anno, tutti coloro che ci aiutano in quest'opera meravigliosa che ci ha permesso di conoscere molte persone e di rafforzare ogni giorno di più la nostra amicizia.

Grandiosi progetti in previsione del nuovo anno e un programma delle uscite intensissimo, per piccoli, grandi e anche per i più arditi.

Di nuovo i migliori auguri a tutti quanti.

mercoledì 29 ottobre 2008

ORA E' UFFICIALE!

Lo scorso 14 settembre è stato dato il via ufficiale alla nostra cara Società Alpinistica Maria Immacolata, meglio conosciuta come SAMI. Un modo migliore per dare un’importanza concreta a questo evento non poteva non essere trovato nella celebrazione di una Santa Messa, meglio ancora se celebrata in montagna. Così è stato infatti.

Quindi ci siamo ritrovati tutti quanti sul “balcone” del Gran Sasso, con il nostro amico Padre Mauro, della parrocchia di S. Antonio di Padova di San Benedetto del Tronto, che oltre ad essere frate è anche lui come noi un amante della montagna.

Appena arrivati ci siamo subito diretti sul “balcone”, proprio sotto la gigantesca croce, attrezzati con tutto il necessario per la celebrazione e pieni di gioia ed entusiasmo.

Alla fine della messa l’amico Stefano ci ha deliziati con la lettura di un breve brano tratto dal libro “Il messaggio delle Montagne” di Reinhold Stecher, vescovo di Innsbruck fino al 1998, che riporto sotto:

  La montagna è scomoda. A suo modo si propone e contrappone diametralmente alla nostra civiltà contraddistinta da pulsanti che basta premere e foderata dalla gommapiuma: comodità che lasciamo alle nostre spalle già al parcheggio in cui lasciamo l’auto prima della salita.

Chi cerca sincerante un incontro con la montagna non può illudersi di ottenelo semplicemente acquistando il biglietto della funivia, comprensivo di un buon posto nel caffè panoramico dell’arrivo.

…chi vuole davvero vivere l’esperienza della montagna nonb se la cava così a buon mercato. Deve mettere in conto innanzitutto un cambiamento0p nel modo di vivere. A cominciare dal sostituire il proprio letto con il giaciglio del rifugio, la poltrona in pelle con il sacco a pelo, il tiepido bagno di schiuma con due manciate di acqua gelida.

La montagna esige che almattino tu esca strisciando dal caldo sacco a pelo per andare a scrutare, senza eccessivo entusiasmo, le stelle lontane che ancora sono nel cielo. …ti vuol sentire ansimare e vederti stancare; non fa nulla per te che magari tit aspetti di volta in volta che l’ascesa sia finita dopo quell’ultimo superamento di difficoltà.

In cima permette che una nuvola arrivi a cancellare tutti i tuoi sogni di ammirare panorami da cartolina illustrata.

…la montagna ci aiuta ad aumentare la capacità di sopportazione, ad avere la forza di rinunciare a qualcosa di comodo e di immediato per raggiungere un traguardo più importante. Con l’andare in montagna si fa insomma esercizio di quella sana legge della vita che comporta rinuncia e sacrificio.

La montagna è scomoda. Anche con questa sua proprietà ci riporta a Dio. Il Dio della verità è sempre stato scomodo. Noi uomini cerchiamo talvolta di svincolare immaginando un “dio affettuoso a costo zero”, che ci dovrebbe dare gratuitamente la sua assistenza. Ma in questo modo inganniamo noi stessi. Il Dio della Bibbia non conosce nulla che costi nulla.

 

Dopo questa fantastica lettura i più audaci hanno raggiunto a piedi la statua della Madonnina, proprio davanti all’arrivo della funivia, in modo da coronare al meglio questa occasione.

Sicuramente ogni anno ci ritroveremo tutti insieme, sempre sulla cima di una montagna, per celebrare l’anniversario della SAMI e affidare ogni giorno di più quest’opera al Signore.


Sull osfondo il Gran Sasso purtroppo coperto dalle nuvole




momenti della celebrazione
momenti della celebrazione
momenti della celebrazione
Lo "STAFF" al completo
i SOCI della SAMI quasi al completo...


venerdì 10 ottobre 2008

15 Agosto sulla Ferrata Ventricini

di casa oramai sul nostro caro Gran Sasso

martedì 12 agosto 2008

Ancora Morricana...